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I GIARDINI

i Giardini

I Giardini Baltimora sono una tra le aree verdi più significative del centro di Genova, città stretta tra il mare e i monti, densamente costruita e con pochi spazi pubblici di dimensioni rilevanti. Collocati ai margini del centro storico, sono stati realizzati negli anni ’70 in seguito alla demolizione di una vasta porzione del tessuto medievale ed alla successiva costruzione del centro direzionale che attualmente ne delimita i confini.

 

L’area rappresenta una potenziale zona di svago e sosta sia per gli abitanti dei quartieri limitrofi a carattere prevalentemente residenziale, sia per i lavoratori dei centri direzionali che si trovano a diretto contatto, sia per gli studenti della vicina Facoltà di Architettura. Raggiungere i giardini Baltimora risulta particolarmente facile sia per chi usa il trasporto pubblico (autobus, metro) sia, in virtù della stretta vicinanza ai principali parcheggi del centro cittadino, per chi si serve dell’automobile. Inoltre lo spazio, situato al margine tra l’edificato storico e parti di città di più recente costruzione, è circondato da una evidente stratificazione urbana i cui contrasti risultano molto suggestivi; con uno sguardo solo si possono abbracciare le medievali Mura del Barbarossa, il cinquecentesco ponte di Carignano, i lavatoi neoclassici del Barabino, le facciate brutaliste in cemento e vetro degli edifici del centro direzionale, accatastati gli uni sugli altri come in un disordinato deposito di architetture; sullo sfondo da una parte il grattacielo progettato da Marcello Piacentini prima della guerra, la Basilica di Carignano di Galeazzo Alessi (XVI secolo), i cantieri del porto e l’orizzonte del mare.

LA STORIA

La genesi di questo grande spazio aperto è legata ai grandi interventi urbanistici che negli anni ’70 hanno portato allo sventramento di una vasta porzione del tessuto medievale – il Borgo dei Lanaioli e via Madre di Dio – e la costruzione di due grandi centri direzionali; la progettazione è affidata in quell’occasione all’architetto genovese Ignazio Gardella. Gli antichi caseggiati popolari di via Madre di Dio, via dei Servi e via del Colle, in stato di degrado già da tempo in parte danneggiati o distrutti dai bombardamenti della “Seconda guerra mondiale”, con la sistematica applicazione del piano urbanistico realizzato tra il 1969 e il 1973 scomparvero completamente per lasciare il posto a moderni centri direzionali, che ospitano oggi gli uffici della Regione Liguria, di enti comunali ed aziende private. Nel dopoguerra era divenuta impellente l’esigenza di creare moderni spazi di lavoro, raggiungibili con strade adeguate al crescente traffico automobilistico e dotati di parcheggi e servizi. L’area scelta per i nuovi insediamenti era quella dell’antico Borgo Lanaioli, ormai in stato di degrado e in gran parte danneggiata dai bombardamenti. La costruzione delle nuove aree determinò l’espulsione dei ceti poveri che le abitavano, aspetto spesso trascurato nel dibattito tra architetti, ragione per cui il radicale riassetto urbanistico fu soprattutto la disgregazione di un consolidato tessuto sociale, di un mondo popolare che scomparse insieme con le vecchie case, sostituite dalle architetture moderne.